Febbraio 2011 - Volume XXX - numero 2

Medico e Bambino


Aggiornamento

Parassitosi da zecche in pediatria: trattamento e prevenzione

Moreno Dutto1, Marina Cinco2

1Entomologia Medica, Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, Cuneo
2Laboratorio Spirochete, Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste

Indirizzo per corrispondenza: dutto.moreno@tiscali.it

PEDIATRICS TICKS PARASITOSIS: TREATMENT AND PREVENTION

Key words: Human ixodidasis, Hard ticks, Lyme disease, Ticks prevention

This short review deals with the clinical symptoms of human parasitosis -in paediatrics-, induced by the hard ticks and their treatment both during the acute phase and during the follow- up of the patients. Prevention measures at individual levels to lower the risk of infestation are also discussed. Treatment of parassitosis can be summarized as follows: a) the mechanical removal of the tick; b) skin disinfection using unstained chemicals; c) sanitary education and d) detection of anti-Borrelia burgdorferi s.l. (Lyme disease agent) antibodies after 3-6 weeks from the exposure (tick bite). Post-exposition antibiotic treatment is highly unadvisable except for those subjects affected by immunological disfunction or other clinical problems which can worsen the clinical progression of these tick-induced infections.

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M. Dutto, M. Cinco Parassitosi da zecche in pediatria: trattamento e prevenzione. Medico e Bambino 2011;30(2):88 https://www.medicoebambino.com/?id=1102_88.pdf


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Parassitosi da zecche
Abbiamo avuto modo di leggere l’aggiornamento sulla parassitosi da zecche pubblicato a febbraio, trovandolo confondente e, contrariamente a quanto abituati da Medico e Bambino, di scarsa rilevanza pratica (1).

Per prima cosa ci domandiamo perché complicare il discorso dell’estrazione della zecca con considerazioni in merito all’uso di fili chirurgici, o della trazione, dato che da quando abbiamo imparato a estrarre l’acaro ruotandone il corpo non è mai capitato che l’ipostoma rimanesse conficcato nella cute del bambino, come troviamo anche in letteratura (2). Ancora più incomprensibile è l’invito dato dagli Autori di inviare l’acaro al laboratorio per capirne il tempo di permanenza sul soggetto. Uno spreco di energie, tempo (e denaro) oggettivamente esagerato rispetto a un problema (malattia di Lyme) di così modeste dimensioni specie se rapportato alla numerosità e frequenza con la quale ci vengono portati i bambini per questo problema. Oltre tutto, almeno oggi, e almeno dalle nostre parti, la grande maggioranza dei genitori si accorgono della zecca immediatamente e comunque sono in grado di risalire con ragionevole certezza al tempo trascorso dal possibile contatto (“dopo la gita”). Infine, perché la zecca raggiunga le dimensioni sufficienti a favorire il rigurgito di sangue e quindi l’infezione è necessario un tempo che va dalle 24 alle 48 ore, generalmente mai inferiore alle 36 (3).

In questo modo, se dovessimo seguire alla lettera le indicazioni dell’articolo, dovremmo mandare tutte le zecche ad analizzare e attivare una sierologia per la ricerca delle IgM specifiche nella gran parte dei casi che si presentano giornalmente al Pronto Soccorso e negli ambulatori pediatrici, senza che questo modifichi di nulla il nostro atteggiamento. Infatti non sarebbe consigliato avviare alcun trattamento antibiotico in assenza di sintomatologia clinica suggestiva di infezione, come del resto sottolineato degli Autori stessi.

Il nostro approccio in PS a Trieste consiste già da anni, semplicemente, nell’estrarre per rotazione la zecca e medicare la cute interessata. Si avverte poi il paziente di segnare su calendario la data e di controllare se compare un eritema migrante entro 30-40 giorni dal contatto. Nel caso questo avvenisse, si raccomanda di rivolgersi al pediatra di famiglia che richiederà la conferma sierologica con il dosaggio IgM e IgG per malattia di Lyme e, al tempo stesso, prescriverà l’antibiotico.

In tanti anni non abbiamo mai avuto motivo per riconsiderare nella parassitosi da zecche questo semplice e facilmente percorribile protocollo, che rimane, come è sempre stato, per tutti noi medici astanti, un problema clinico di facile gestione e di scarsa preoccupazione.


Bibliografia

(1) Dutto M, Cinco M. Parassitosi da zecche in pediatria: trattamento e prevenzione. Medico e Bambino 2011;30:88-93.

(2) Pitches DW. Removal of ticks: review of the literature. Euro Survell 2006;11

(3) Wormers GP. Early Lyme disease. N Engl J Med 2006;354:2794-801



Cecilia Geraci, Lorenzo Calligaris
Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Università di Trieste
lunedì, 18 Luglio 2011, ore 12:48

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