Marzo 2009 - Volume XXVIII - numero 3

Medico e Bambino


Lettere

Pacchetto Sicurezza e diritti dell’infanzia.
Aiuti per le mamme spaesate.
Self-help citologico in pediatria.
Porpora di Schönlein-Henoch.

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Pacchetto Sicurezza e diritti dell’infanzia.
Aiuti per le mamme spaesate.
Self-help citologico in pediatria.
Porpora di Schönlein-Henoch. . Medico e Bambino 2009;28(3):151 https://www.medicoebambino.com/?id=0903_151.pdf


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Self help
Ho imparato ad apprezzare il microscopio in ambulatorio tanti anni fa quando, proprio su Medico e Bambino, apparvero alcuni suggerimenti sul cosiddetto self help ambulatoriale e da allora ho qualche difficoltà a pensare di poterne fare a meno. Ma in pediatria ambulatoriale, oggi, nel 2009, qualsiasi approfondimento diagnostico che comunque meriti di far parte del proprio setting, deve rispondere ad alcuni requisiti: essere accurato (in termini di sensibilità, specificità, valore predittivo positivo e negativo), rapido, facile, poco cruento e in qualche modo standardizzato. Quanto scritto da Arturo Tozzi (Medico e Bambino 2009;28:152-3) è più che apprezzabile e risponde ad alcuni requisiti (facilità, rapidità, metodo poco cruento), ma per una maggiore applicabilità la standardizzazione è necessaria e il metodo proposto è un po’ vago e credo sia professionalmente più corretto rivolgersi a test con un protocollo (diluizione, componenti) definito e in qualche modo qualitativamente certificato (CE). Non nego che si possano dare esiti di prevalenza granulocitaria o linfocitaria su essudati (ricordandosi che però l’adenovirus si comporta esattamente come un germe batterico incrementando soprattutto i granulociti), ma su sangue è necessario dare un riferimento di conta totale e di percentuali delle classi cellulari e questo lo si può fare solo con metodi definiti, camera conta globuli, sistemi Unopette o Leuchrom o pipetta di Thoma Zeiss (per chi la riesce ancora a reperire sul mercato). La formula si riesce poi a realizzare in modo più rapido e standardizzato con i vetrini precolorati TestSimplets che hanno già il colorante essiccato nella struttura stessa del vetrino (e permettono anche la valutazione degli eosinofili su muco nasale) e fanno risparmiare un sacco di tempo, elemento non indifferente durante la normale attività ambulatoriale quotidiana (e valgono sicuramente il costo). Alla mamma consegnerò un esito con numero e percentuali (con specificato il sistema utilizzato per determinarli) e potrò su questi dati determinare le mie scelte successive. Questo indirettamente anche per salvaguardarsi professionalmente. Quando li utilizzerò? Al primo posto metterei la febbre di causa sconosciuta nel bambino 3 mesi-3 anni per allontanare il rischio di trascurare una batteriemia. Poi l’appendicite perché è vero come dice il prof. Panizon che il negativo alla leucocitosi rischia (dall’8 al 13% secondo la linea guida di Cincinnati) di essere un falso negativo per appendicite, ma è anche vero che la specificità del dato è alta (pochi falsi positivi) e un addome dubbio in cui riscontro una leucocitosi mi sollecita di più all’invio in Ospedale. Non facciamo mai una conta in una tonsillite (il test rapido per lo streptococco basta e avanza) mentre ritengo non sia sbagliato farla in un sospetto di mononucleosi (come scrive il dott. Tozzi), in una linfoadenite, in un dubbio di patologia ematologica leucocitaria severa. Ma sinceramente non ho il tempo (e forse sbaglio, ma non ne ho neanche la voglia) di farli in una congiuntivite, stomatite, dermatite da pannolino, vaginite. E vorrei anche spendere due parole sul microscopio: sì, è vero che con pochi euro si compra un microscopio col quale pensare di poter fare tutte queste cose, ma ritengo che in un ambulatorio pediatrico attuale tale strumento debba avere delle caratteristiche minime (binoculare, tavolino traslatore, messa a fuoco macro e micrometrica) che si riscontrano nei microscopi biologici semi professionali o professionali e richiedono un investimento non esagerato, ma comunque adeguato (500-600 euro). Anche se, e ne sono convinto, in condizioni di emergenza o di disagio utilizzerei quello che è disponibile e avrei comunque uno strumento in più che mi aiuterebbe a migliorare le mie diagnosi e di conseguenza le mie scelte terapeutiche e di gestione del caso insieme a tutti gli altri dati in mio possesso.



Lamberto Reggiani
Pediatra di famiglia, Pediatria di Gruppo, Imola (Bologna)
martedì, 5 Maggio 2009, ore 10:31

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