Bellissimo libro, un po’ pazzerellone, molto brillante, un piccolo capolavoro che aveva già sfondato più di 50 anni fa in America, ma praticamente sconosciuto in Europa, come il suo Autore del resto. Una grande sorpresa e uno dei successi letterari del 2009 in Italia, grazie ad Adelphi.
Già il nome dell’Autore è tutto un programma, visto che è uno dei tanti pseudonimi assunti in carriera da Edward Everett Tanner III, il secondo dei quali era addirittura Virginia Rowans. Si trattava di un oscuro ghost-writer, che girava l’America e che - dopo un tentato suicidio e una permanenza in clinica psichiatrica - finì poi la sua vita come impeccabile cameriere ma nel frattempo fu anche uno scrittore talentuoso e di grande vis comica.
Classica storia: libro scritto di getto, rifiutato da 19 editori di fila e all’uscita realizzò 2 milioni di copie vendute in un baleno, nel 1955 in America.
Ne venne fuori anche una pièce teatrale e poi un film, in Italia uscito come “la signora mia zia” entrambe con protagonista Rosalind Russell.
Insomma, un successo annunciato.
Ma veniamo al libro: siamo negli anni ’20. Il protagonista, Patrick (tutto il libro è scritto in prima persona), è un ragazzino di 11 anni, già orfano di madre, che vede morire improvvisamente anche il padre. La co-protagonista è zia Mame, zia paterna, a cui viene affidata la tutela del giovane.
Si presenta frivola e generosa, stravagante personaggio, un po’ artista, un po’ matta ma assolutamente impagabile e imprevedibile nei suoi eccentrici travestimenti: gentildonna sudista o principessa indiana in sari o ancora geisha giapponese in kimono, accoglie l’attonito ragazzino in una New York surreale. A che terribile destino sarà consegnato Patrick?
Inizia, a dispetto delle premesse, un rapporto di amicizia, confidenza e affetto, che sovvertirà nel tempo i rapporti: Patrick, ormai adulto, si dimostrerà più assennato e responsabile di zia Mame, a dimostrazione che una educazione trasgressiva e originale non necessariamente porta alla perdizione.
Oltre la vicenda, scoppiettante e ricca di colpi di scena, c’è l’America degli anni ’20 tra crollo economico e proibizionismo, tra musica jazz e un vitalissimo mondo artistico.
Ma come avrete ben compreso, il personaggio affascinante e indimenticabile del libro è zia Mame, un po’ Mary Poppins e un po’ eccentrica, vitale e adorabile zia che ci trasporta per i 30 anni del romanzo in un turbinio di ascese inarrestabili e rovinose cadute, balli, feste, amori improbabili, incredibili avventure e sorprese.
Spero di aver suscitato la curiosità di leggere questo bellissimo libro a chi non lo avesse già letto...
Fabrizio Fusco